Cantare la Misa Criolla e arrivare “alla fine del mondo”

misa criollaSe pensiamo a una messa per coro, spesso la immaginiamo polifonica, antica, solenne come quella delle composizioni di Giovanni Pierluigi da Palestrina, o dalle sonorità contemporanee, sotto la penna di grandi compositori come Francis Poulenc, Frank Martin, Benjamin Britten o Arvo Pärt. Ma forse nessuna messa riesce a cogliere in sé la genuinità della terra, il folklore e al tempo stesso la spiritualità dei testi sacri come la Misa Criolla, un’opera musicale per solisti, coro e orchestra, che adatta su melodie e strumenti della tradizione etnica argentina i testi della messa cattolica.

Il Coro Musicanova, diretto da Fabrizio Barchi, lo scorso 12 dicembre, ha avuto la grande occasione di interpretare la famosa messa firmata, nel 1964, dall’autore argentino Ariel Ramirez: alla presenza (per la prima volta) dell’argentino Papa Francesco, il coro Musicanova si è esibito, nella Basilica di San Pietro, alla presenza di 750 sacerdoti e cinque cardinali americani. Ad accompagnare il coro la famosa cantante Patricia Sosa, al pianoforte Facundo Ramírez, figlio del compositore e il suo gruppo musicale argentino.
Il testo dell’opera è dei sacerdoti Antonio Osvaldo Catena, Alejandro Mayol e Jesús Gabriel Segade, e segue la struttura della composizione tradizionale cattolica: il Kirie a tempo vidala-baguala, i ritmi tradizionali della regione andina dell’Argentina; il Gloria, un carnavalito-yaraví, eseguito con tipici strumenti andini come la quena, il charango o il sikus; il Credo, una chacarera trunca, originaria della Provincia di Santiago del Estero; il Sanctus, un carnaval cochabambino, ispirato a un genere di provenienza boliviana e infine l’Agnus Dei, che alle sonorità delle Ande sostituisce quelle della Pampa del Sud.
La Misa Criolla fece la sua apparizione in disco, per la prima volta, nel 1965 con la Philips e il complesso Los Fronterizos. La composizione divenne subito un successo mondiale, interpretato da tutti i maggiori cantanti del folklore argentino. Papa Bergoglio, non a caso, ha voluto, nel giorno della Beata Vergine di Guadalupe, Patrona dell’America Latina, proprio la Misa Criolla, popolarissima in tutto il continente con la sua musica liturgica delle “periferie”, vicina al popolo più lontano, suggestiva per le sue parole in spagnolo e le sonorità andine.

La composizione nasconde un fine alto e umano che lo stesso autore aveva a cuore nel momento della sua composizione: la Misa fu infatti dedicata a Elizabeth e Regina Brückne, due suore tedesche che avevano sfidato la morte per assistere i prigionieri di un lager nazista, portando loro del cibo. Il sacrificio della propria vita per gli altri è il messaggio della Misa di Ramirez, autore che nel 1950 prese una nave che lo portò in Europa per farsi conoscere dal pubblico straniero e apprendere un nuovo modo di suonare il pianoforte. Alloggiava in alberghi, case di amici, conventi, ospedali, in ristrettezze ma nella completa fiducia che la sua musica sarebbe arrivata ad interessare sempre più persone. In quel periodo viaggiò non solo in Italia, ma anche in Austria, in Svizzera, in Germania, in Olanda, in Inghilterra, in Francia e in Spagna. Con il tempo la sua fama si estese e stipulò contratti con la BBC a Londra, con l’Università di Cambridge, di Utrech, di Delf, di Santander. Nel 1954 a Liverpool prese la “Highland Chefstein”, diretta a Buenos Aires per tornare dalla sua famiglia e su quella nave ripercorse tutti gli anni passati in Europa, la solidarietà scoperta nelle persone, l’amore ricevuto per la sua musica, e capì che solo un’opera religiosa avrebbe potuto essere un regalo, un omaggio per quello splendido periodo appena vissuto. E fu così che nacque la Misa Criolla. “All’arrivo in Argentina tutto mutò nella mia vita: la mia carriera si andava affermando e le mie canzoni a diventare molto popolari; con il tempo l’Europa si allontanò, però il mio pensiero continuava ad essere concentrato su quell’idea sorta in mezzo all’Atlantico.” scrive in un racconto del 1964, Ariel Ramirez. “Conobbi Padre Mayol e in seguito Padre Antonio Osvaldo Catena che contribuì realmente a trasformare il mio iniziale proposito, una canzone religiosa, in un idea che aveva dell’incredibile: la realizzazione di una messa con ritmi e forme musicali della nostra terra. Padre Catena, nel 1963, era Presidente della Comisión Episcopal Para Sudamérica, incaricata di realizzare in spagnolo la traduzione del testo latino della messa, secondo le direttive del Concilio Vaticano del 1963 presieduto da SS Paolo VI. Quando ebbi terminato i bozzetti e le forme dello spartito della messa, lo stesso Catena mi presentò a chi, con straordinaria erudizione, avrebbe realizzato gli arrangiamenti corali dell’opera: Padre Jesú Gabriel Segade. Quest’anno, insieme, abbiamo celebrato, i 30 anni di Misa Crolla: tre decadi di amicizia.”

Cantare la Misa Criolla è stato come arrivare alle “orecchie” più remote e lontane del pianeta, coinvolgendo anche i più difficili ascoltatori, grazie alla sua semplicità e al suo ritmo incalzante. Questa messa è nata per “arrivare” ovunque: la sua nascita ha avuto il fine di onorare la vita umana al di là della razza, della religione, del loro colore. Ramirez sentì di dover scrivere qualcosa di profondo e religioso per celebrare questo grande intento dell’uomo che, dalle suore tedesche nei campi di sterminio al suo viaggio in Europa, sostenuto e aiutato da gente sconosciuta, è profondo nella vita di ogni persona. Quella carità, quella solidarietà ricevuta durante il suo viaggio lo hanno portato a scrivere una messa indimenticabile e a dedicarla proprio a due donne che avevano messo la vita del prossimo sopra ogni cosa. Il messaggio forse più universale e alto della fede cristiana trasmesso a tutti i possibili ascoltatori, dai più colti ai più terreni, grazie alla musica popolare, che è riuscita ad arrivare “fino alla fine del mondo”, citando le parole di Papa Francesco per indicare quelle povere, lontane ma sempre vive periferie della sua amata America Latina.

1 Risposta

  1. bravo por este excelentismo coro . felicitaciones.

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